Il grattacielo

Ci fu sottratto il cielo,

restò un parallelepipedo sghembo

a memoria  delle costellazioni spente.

Così la città tentò l’ ostinata ascesa,

certa 

d’un oroscopo trionfale,

ma l’universo si capovolse,

anticipando l’eternità delle mute:

i venti  quartieri

e, spinti dal maestrale, i borghi

abbandonarono

le sponde del fiume.

Là, dove il tempo dei Celti

disseppellì il torello

senz’ali e senza daga,

si accumulò

l’ architettata malta

che le piogge del giugno irridente

irritarono

fino al tracollo,

rimase inerte

tra i fili di festuca,

sperando nell’elogio, postumo,

di un Dirigente.